mercoledì 7 marzo 2018

IL QUADERNO DI SARZANA IN MOVIMENTO:NUMERO DUE LE SCUOLE DI SARZANA-XXI LUGLIO & POGGI/CARDUCCI

E' IL 30 AGOSTO 2006



Il Sindaco Massimo CALEO porta la Giunta in Consiglio comunale per comunicare che 
il Dipartimento di ingegneria del Politecnico di Torino, dopo avere effettuato un’analisi di stabilità del plesso scolastico di viale XXI Luglio, ha preannunciato la necessità di ulteriori indagini per definire la sicurezza globale dell’edificio


ll fine dei tecnici è quello di compiere ulteriori indagini (definite “distruttive o semidistruttive”) per dare un quadro completo anche dal punto di vista antisismico; consigliano quindi di non utilizzare la struttura durante i lavori perchè “incompatibili con l’attività scolastica”.

Il Sindaco CALEO e gli Assessori Alessio CAVARRA, Gino AMBROSINI, Antonella GUASTINI, Stefano MILANO, Luca PICCIOLI, Rosanna PITTIGLIO e Roberto BOTTIGLIONI, con il verbalizzante Segretario Generale Reggente Franco BERTOLANI, propongono al Consiglio comunale il trasferimento degli studenti presso il plesso scolastico Poggi – Carducci, evidentemente provvisorio, in attesa delle suddette ulteriori indagini “distruttive o semidistruttive incompatibili con l’attività scolastica”.
Il Consiglio, all’unanimità, approva

Da allora la storica scuola DEI SARZANESI comincia il suo lento degrado, “apparentemente” dimenticatada Torino, arriva poi la sentenza: la scuola non è sicura. La perizia, effettuata allora partendo dal parametro di sismicità del territorio in “classe 2” (sismicità medio alta) decreta che la scuola non risponde ai requisiti di sicurezza antisismica.
Ma, n
el frattempo, il nostro territorio era già stato declassato in “classe tre” (sismicità bassa).
L’Amministrazione Caleo prende atto del responso e lascia gli alunni alla Poggi – Carducci senza pensare che la perizia, sbagliata, perchè effettuata in classe due, dovesse essere rifatta per valutare il vero rischio, e, soprattuto, per valutare i costo degli interventi necessari che, sicuramente, sarebbero stati enormememnte più bassi.
La considerevole cifra preventivata in seguito alla sopravvalutata perizia antisismica in classe 3 (6,8 mln di €) risulta infatti incompatibile con il Patto di stabilità già “sfondato”. Il  Comune non ha risorse proprie quindi, ma non chiede neppure i finanziamenti pubblici stanziati per l’edilizia scolastica, forse perchè l’intervento previsto per l’adeguamento viene “ritenuto” comunque troppo oneroso dall’Amministrazione.

 La scuola rimane chiusa ed inutilizzata, abbandonata al degrado del tempo e alle azioni vandaliche, come evidenziato nel sopralluogo del consigliere Valter Chiappini  con la sola eccezione per una porzione concessa all’uso della Cooperativa di ristorazione C.I.R. che ne fa un suo centro di cottura pasti come se quella porzione fosse esente dal rischio..





Per la Poggi – Carducci nessuno pensa ad avviare lo stesso tipo di perizia atta a valutare il grado di resistenza sismica; però arrivano nel tempo interventi limitati a porzioni della struttura: dal porticato d’accesso, alla tamponatura di pilastri… Si decide “solo” di non utilizzare il 3° piano per non gravare sui piani sottostanti,  e di chiudere la grande palestra per problemi di sicurezza statica, poi sostituita con una tensostruttura provviroria da anni.




Ma di perizia antisismica, come dicevamo, nessun segnale. Ciò malgrado il Governo, con decreto legge, stia imponendo ai proprietari delle strutture scolastiche di periziare gli immobili di loro proprietà entro il Marzo 2013 mettendo a disposizione, in vari periodi e per vari canali, finanziamenti per la ristrutturazione e l’adeguamento.
L’azione del Governo nasce dalla spinta a prevenire crolli di scuole dopo quelli tragici occorsi durante eventi sismici, San Giuliano in primis; da qui l’esortazione a verificare la sicurezza sismica di tutti i plessi scolastici in base anche alle indicazioni di sismicità dei territori e di risposta alle sollecitazioni sismiche dei terreni dove le scuole sono costruite, senza tuttavia imporre per legge né la chiusura, nè la ristrutturazione, decisioni queste che vengono lasciate al senso di responsabilità dei proprietari (Sindaci e Presidenti di Provincia).